Il mondo intero è su Facebook – o quasi. Ormai è diventato comune chiedere, oltre e prima di un numero di telefono, un contatto Facebook, e i messaggi sul social network hanno preso in molti casi il posto delle email.
Ma Facebook ha i suoi critici. In particolare, a finire sotto il mirino è stata molto spesso la sua politica nei confronti della privacy degli utenti: Facebook fa un uso molto disinvolto dei dati che raccoglie, e a detta di alcuni questo, nel momento in cui ne raccoglie volumi enormi, può essere un rischio per la democrazia.
Ecco perché quattro studenti della New York University hanno avviato il progetto Diaspora – una vera e propria fuga di massa da Facebook, una migrazione verso nuovi lidi. Verso un nuovo social network: appunto, Diaspora.
Questo nuovo social network avrà un approccio egalitario, sarà interamente open source e si preoccuperà di rispettare la privacy degli utenti. Diaspora ha fatto molto parlare di sé: i quattro studenti sono riusciti a raccogliere 200,000 dollari in dodici giorni, da donatori privati, per finanziare il progetto. La cosa curiosa è che tra i donatori c’è il papà di Facebook, Mark Zuckerberg.
Funzionerà? Difficile dirlo. Il segreto del successo di Facebook consiste anche nella pura quantità di persone che ha raccolto, e non è chiaro se Diaspora possa o no avere tanto appeal per un pubblico tanto vasto.
Forse è per questo che non spaventa Zuckerberg, il quale ha dichiarato di rivedere un po’ di se stesso nei quattro studenti, e di essere curioso di scoprire dove la loro idea andrà a parare.
La prima release di Diaspora è prevista per il 15 settembre, ma solo a Ottobre il nuovo social network sarà completamente operativo. Tempo di migrare? Staremo a vedere…

01/09/2010